Read our latest Press Release:

DANNOSE RIPERCUSSIONI ALL’ESTERO DELL’ INCHIESTA SUL VINO ITALIANO

New York, 6 febbraio  – – notevole preoccupazione è stata espressa oggi dal presidente dell’Italian Wine & Food  Institute, Lucio Caputo per gli articoli che stanno cominciando ad essere pubblicati sulla stampa internazionale e statunitense in particolare, in merito all’indagine in corso in varie provincie italiane relativa a numerose aziende che avrebbero immesso sul mercato notevoli quantitativi di vino senza aver rispettato le norme previste dai disciplinari di tali vini.

Il rischio,  per Caputo,  è che l’indagine venga, specialmente all’estero, strumentalizzata a danno di tutta la produzione vinicola italiana.

Caputo ha pertanto auspicato che vengano al più presto chiariti e definiti i termini dell’inchiesta in corso evitando che la meritoria azione delle forze dell’ordine possa essere utilizzata per complessivamente danneggiare l’immagine del vino italiano penalizzando tutte quelle aziende che con grande serietà e competenza, nello scrupoloso rispetto delle norme in vigore, producono vini di grande qualità dando immagine e prestigio al vino italiano.

Analoga preoccupazione è stata espressa dalla autorevole Associazione Nazionale degli Importatori di bevande Alcoliche – NABI che teme le ripercussioni che potranno avere le notizie provenienti dall’Italia sulle esportazioni italiane verso il mercato statunitense.

Come è noto numerose aziende vinicole  italiane italiane dislocate nelle aree produttive di Pordenone, Udine, Treviso, Venezia, Padova, Reggio Emilia, Modena, Ravenna, Firenze, Livorno, Napoli e in diverse città della Puglia incluse aziende imbottigliatrici, sarebbero  sotto investigazione per non aver rispettato le norme dei disciplinari DOC, IGP e DOP.

L’indagine coinvolgerebbe anche gli ispettori che non avrebbero effettuati i relativi controlli.

Sulla stampa internazionale viene sottolineato che ancora non sono stati resi noti i nominativi delle aziende sotto investigazione e che la maggior parte del vino falsificato sarebbe stato esportato ed alcune pubblicazioni ricordano i precedenti scandali, ultimo quello del 2014.

CON PREGHIERA DI CORTESE PUBBLICAZIONE

Per il PDF, clicca qui


La nota dell’Italian Wine & Food Institute

IN CONTINUA CONTRAZIONE

L’IMPORT VINICOLO USA

New York, 7 dicembre, — Continua, secondo i dati resi oggi noti dall’Italian Wine & Food Institute  – relativi ai primi dieci mesi dell’anno – la fase di contrazione delle importazioni vinicole USA che hanno fatto complessivamente registrare una diminuzione del – 8,1% in contrasto con l’aumento del +7,8% avuto invece nel 2017.

Alla riduzione hanno contribuito i principali otto paesi esportatori verso il mercato statunitense, che complessivamente forniscono il 96,4% delle importazioni USA. Ad eccezione della Francia, che continua nella sua fase di espansione e che ha ottenuto un incremento del +8% e della Nuova Zelanda che ha ottenuto un + 3,1%, tutti gli altri paesi hanno fatto registrare delle contrazioni.

Il Cile -17,5%, l’Australia -17,4%, la Spagna -16%, l’Argentina -14,3%, la Germania -12,7% e l’Italia -1,8%.

Da rilevare che la contrazione delle importazioni ha principalmente colpito i vini Bianchi e i vini Rossi, che hanno tutti subito delle riduzioni, mentre i vini Rosé hanno fatto i registrare (vedi tabella) degli incrementi oscillanti fra il 7 e il 30%.

Esaminando in dettaglio i dati dei primi dieci mesi dell’anno in corso, le importazioni statunitensi, secondo la nota dell’IWFI basata sui dati dell’US Department of Commerce, sono ammontate a 7.220.600 ettolitri, per un valore di $3.680.415.000 contro i 7.852.940 ettolitri, per un valore di $3.510.281.000 dei primi dieci mesi del 2017.

Sempre nei primi dieci mesi dell’anno le esportazioni italiane sono ammontate a 2.076.220 ettolitri, per un valore di $1.166.782.000, contro i 2.115.533 ettolitri dei primi nove mesi del 2017, per un valore di $ 1.107.127.000.

Sempre secondo la nota dell’IWFI, le importazioni dall’Australia sono risultate, nel periodo in esame, pari a 1.179.020 ettolitri, per un valore di $248.233.000, contro i 1.427.300 ettolitri, per un valore di $289.748.000, del 2017.

Le importazioni dalla Francia sono ammontate, sempre nello stesso periodo, a 1.128.400 ettolitri, per un valore di $1.075.363.000 contro i 1.044.660 ettolitri, per un valore di $ 912.744.000 dell’anno precedente.

Le importazioni dal Cile sono ammontate, nei primi dieci mesi del 2017, a 946.780 ettolitri, per un valore di $190.153.000 contro i 1.147.020 ettolitri, per un valore di $223.365.000 dell’anno precedente

Continua invece, anche se con un più contenuto tasso di crescita, l’espansione delle importazioni USA di spumanti che hanno fatto complessivamente registrare, nei primi dieci mesi dell’anno in corso, un +9,4%che si contrappone tuttavia al +11,6% registrato nel 2017 e al +16,1% registrato nel 2016.

In questo segmento, l’Italia, nei primi dieci mesi dell’anno, ha fatto registrare un +13,7 contro il +11,2 fatto registrare nel 2017 ed il +25,8 fatto registrare nel 2016.

CON PREGHIERA DI CORTESE PUBBLICAZIONE


La nota dell’Italian Wine & Food Institute

FRENANO NEGLI USA
LE IMPORTAZIONI VINICOLE

I dati dei primi cinque mesi del 2018 – Continua il successo degli spumanti italiani 

New York, 10 luglio – – Si contraggono, dopo un costante periodo di espansione, le importazioni  vinicole americane che, nei primi cinque mesi dell’anno, hanno fatto registrare una diminuzione del 6,8%, secondo quanto reso oggi noto dall’Italian Wine & Food Institute.

Alla contrazione in quantità fa riscontro un incremento del 9,7% in valore che, secondo il presidente dell’IWFI Lucio Caputo, è tuttavia essenzialmente dovuto ad un diffuso aumento dei prezzi e, per quanto concerne l’Europa, anche dal meno favorevole tasso di cambio Dollaro – Euro.

I primi cinque mesi dell’anno sono stati caratterizzati, sempre secondo Caputo, da una notevole contrazione delle importazioni dall’Australia e dall’Argentina (rispettivamente -31,6 % in quantità e -18,2% in valore e -23,2 % in quantità e -8% in valore) essenzialmente dovuta alla drastica riduzione delle loro esportazioni di vini sfusi (complessivamente -300 mila ettolitri) e dalla costante affermazione dei vini francesi.

La Francia continua infatti ad espandere, a ritmi sostenuti, la propria presenza sul mercato statunitense facendo registrare un aumento del 14,9% in quantità e del 24,6% in valore, minacciando la posizione di leadership dell’Italia.

Secondo la nota dell’IWFI, le importazioni statunitensi, nei primi cinque mesi dell’anno in corso, sono ammontate a 3.888.970 ettolitri, per un valore di $1.924.908, contro i 4.172.250 ettolitri per un valore di $1.754.580.000, del corrispondente periodo dell’anno precedente.

Le esportazioni dall’Italia sono passate da 1.058.000 ettolitri, per un valore di $546.672.000, dei primi cinque mesi del 2017 a 1.064.330 ettolitri, per un valore di $608.719.000, dei primi cinque mesi dell’anno in corso con un aumento del 0,6% in quantità e dell’11,3% in valore.

Le importazioni dall’Australia, secondo paese fornitore del mercato USA, sono risultate pari a 612.920 ettolitri, per un valore di $129.206.000, contro gli 896.570 ettolitri, per un valore di $158.129.000, del corrispondente periodo del 2017.

Le importazioni dalla Francia, divenuto il terzo paese fornitore in quantità a ridosso dell’Australia e secondo in valore, sono passate da 533.150 ettolitri, per un valore di $452.675.000, dei primi cinque mesi del 2017 a 612.610 ettolitri, per un valore di $ 564.350.000, dei primi cinque mesi dell’anno in corso.

Le importazioni dal Cile sono passate dai 602.470 ettolitri, per un valore di $113.921.000, dei primi cinque mesi del 2017, ai 602.390 ettolitri, per un valore di $110.576.000, dei primi cinque mesi del 2018, con una riduzione in valore del 2,9%.

Le importazioni dalla Nuova Zelanda sono passate dai 312.570 ettolitri, per un valore di $172.328.000 dei primi cinque mesi del 2017, a 337.820 ettolitri, per un valore di $197.263.000, dei primi cinque mesi dell’anno in corso con un aumento dell’8,1% in quantità e del 14,4% in valore.

Sempre positivo, secondo la nota dell’Italian Wine & Food Institute, l’andamento delle esportazioni italiane di spumanti che, nei primi cinque mesi dell’anno, sono ammontate a 313.730 ettolitri, per un valore di $177.903.000 contro i 262.630 ettolitri, per un valore di $133.363.000, dei primi cinque mesi del 2017, con un aumento del 19,5% in quantità e del 33,3% in valore.

CON PREGHIERA DI CORTESE PUBBLICAZIONE