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Italian Wine & Food Institute

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LE ESPORTAZIONI VINICOLE ITALIANE
SEGNANO IL PASSO NEL MERCATO USA

New York, 12 febbraio —  Dopo una serie di alti e bassi che, nel corso del 2013, ha visto le esportazioni vinicole italiane verso gli USA ampliarsi e restringersi, alla fine si è avuta una chiusura in sostanziale parità con quelle dell’anno precedente.

Una lieve contrazione dello 0,5% in quantità ed un aumento del 6,6% in valore, dovuto alla lievitazione dei prezzi, hanno infatti caratterizzato l’andamento complessivo delle nostre esportazioni nell’anno da poco conclusosi. Un risultato che, Lucio Caputo, presidente dell’Italian Wine & Food Institute, nel rendere noti i dati relativi al 2013, ha definito non esaltante ma accettabile nel contesto complessivo dell’attuale andamento del mercato vinicolo americano.

Secondo Caputo, in una situazione di mercato che ha visto le importazioni complessive statunitensi ridursi del 9,4% in quantità, perdendo circa un milione di ettolitri, e leggermente lievitare dell’1,9%  in valore, quella italiana può essere considerata una posizione non interamente negativa. 

Nell’illustrare i dati forniti, Caputo, ha anche sottolineato che, mentre l’Italia ha mantenuto le sue posizioni in cima alla classifica dei paesi fornitori del mercato USA, quasi tutti gli altri paesi concorrenti hanno fatto registrare perdite notevolmente consistenti: l’Australia -10,5% in quantità e -5,8% in valore; l’Argentina -31,2% e meno 11,6%; il Cile -10,3% e -6,8% e la Germania – 10,9% e      -6,9%.

Solo la Francia ha tenuto il passo con l’Italia con una contrazione dell’1,0% in quantità ed un aumento del 4,8% in valore. Fra i restanti paesi Nuova Zelanda e Sud Africa hanno avuto degli aumenti (rispettivamente del +4,3% e del +12,6% la prima e del +33,5% e del +17,2% il secondo) su quantitativi tuttavia notevolmente più contenuti.

Nel 2013 le esportazioni italiane sono ammontate a 2.475.750 ettolitri, per un valore di $1.288.063.000, contro i 2.489.120 ettolitri del 2012, per un valore di  $1.208.181.000.

L’Italia, nonostante attraversi una fase di contrazione delle esportazioni, continua a mantenere, secondo Caputo, una posizione dominante sul mercato USA sia in quantità che in valore vive distanziando gli altri principali paesi concorrenti fra i quali l’Australia, ormai notevolmente distaccata.

La quota di mercato dei vini importati dall’Italia è risultata del 26,6% in quantità e del 32,9% in valore contro quella dell’Australia rispettivamente del 18,9% in quantità e dell’11,2% in valore.

Complessivamente le importazioni statunitensi, nel 2013, sono ammontate a 9.294.640 ettolitri, per un valore di $3.915.087.000, contro i 10.257.000 ettolitri, per un valore di $3.842.842.000, del 2012.

Le importazioni dall’Australia sono risultate, sempre nel 2013 pari a 1.760.570 ettolitri, per un valore di $437.108.000 contro i 1.966.130 ettolitri, per un valore di $463.973.000, del 2012.

Secondo la nota dell’Italian Wine & Food Institute, basata sui dati dell’US Department of Commerce,  le importazioni dal Cile sono ammontate, nel 2013, a 1.441.960 ettolitri, per un valore di $299.970.000, contro 1.607.050 ettolitri, per un valore di $321.882.000, dell’anno precedente.

Quelle dall’Argentina sono ammontate a 1.119.380 ettolitri, per un valore di $ 296.271.000, contro i 1.627.970 ettolitri, per un valore di $ 335.265.000 del 2012.

Le importazioni dalla Francia – quinto paese fornitore del mercato statunitense – sempre nello stesso periodo, sono ammontate a 877.060 ettolitri, per un valore di $829.095.000, contro gli 885.660 ettolitri, per un valore di $790.893.000 dell’anno precedente.

Nello stesso periodo le importazioni dalla Spagna – sesto paese fornitore del mercato USA – sono ammontate a 206.403 ettolitri, per un valore di $455.670.000, contro i 581.940 ettolitri, per un valore di $198.720.000, del 2012.

Va notato, sempre secondo la nota dell’Italian Wine & Food Institute, che per le esportazioni italiane di spumanti il 2013 è stato invece un anno molto positivo. L’Italia detiene infatti il primato delle esportazioni con 364.010 ettolitri, per un valore di $ 215.467.000, contro i 317.970 ettolitri per un valore di $186.607.000, con un incremento del 14,5% in quantità e del 15,5% in valore.

Caputo ha auspicato che si possa avere un miglioramento della situazione nell’anno appena iniziatosi ed ha ricordato che fra pochi giorni si avrà la 29ma edizione del GALA ITALIA che costituisce la più importante e prestigiosa manifestazione in favore dei vini italiani di qualità, che costituiscono l’elemento trainante e vincente dei nostri vini sul mercato statunitense. 

I dati completi sull’andamento del mercato sono riportati nelle tabelle che seguono.

Tabella 1 Tabella 2 - 3 Tabella 4

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L’ITALIA MANTIENE IL PRIMATO
SUL MERCATO VINICOLO  USA

New York, 30 ottobre — L’Italia continua a mantenere il primo posto, sul mercato vinicolo  statunitense, secondo i dati rilasciati oggi dall’Italian Wine & Food Institute, relativi ai primi otto mesi dell’anno. 

Secondo quanto sottolineato dal presidente dell’Istituto, Lucio Caputo, nonostante la consistente contrazione delle importazioni statunitensi, ridottesi del 6,7%, l’Italia ha mantenuto le proprie posizioni registrando un modesto incremento in quantità (1%) ed un più consistente incremento in valore (7,7%) essenzialmente determinato da un aumento dei prezzi.

Le importazioni dall’Australia, secondo paese esportatore negli USA, hanno invece fatto registrare una contrazione del 7,5% in quantità e del 2,3% in valore.

Nei primi otto mesi dell’anno in corso l’Italia ha esportato 1.697.810 ettolitri, per un valore di $869.520.000 contro i 1.683.000 ettolitri, per un valore di $807.519.000 dello stesso periodo nel 2012.

A conferma che ad avere successo sul mercato USA siano essenzialmente i vini di qualità vi è la continua flessione delle esportazioni di vini sfusi. Secondo i dati dell’Italian Wine & Food Institute, nei primi otto mesi dell’anno questi si sono infatti ulteriormente ridotti del 19,7% in quantità e del 6,4% in valore.

Le importazioni statunitensi totali, da gennaio ad agosto 2013, sono complessivamente ammontate a 6.250.770 ettolitri per un valore di $2.637.195, contro i 6.701.950 ettolitri, per un valore di $2.512.740, del corrispondente periodo dell’anno precedente, facendo così registrare una flessione in quantità del 6,7% controbilanciata da un incremento in valore del 5%.

Le importazioni di vino australiano sono ammontate a 1.153.310 ettolitri, per un valore di $297.417.000, contro i 1.246.200 ettolitri, per un valore di $304.534.000, dello stesso periodo nel 2012.

Le importazioni dal Cile, terzo paese esportare verso gli Stati Uniti in quantità e quarto in valore, hanno fatto registrare un aumento in quantità del 5,3% ed in valore del 5,7%, passando così da 998.110 ettolitri, per un valore di $199.816.000, a 1.051.470 ettolitri, per un valore di $211.163.000.

Le esportazioni argentine, nel periodo da gennaio ad agosto dell’anno in corso, hanno subito una flessione del 35,2% in quantità e del 10,6% in valore, passando così da 1.025.680 ettolitri, per un valore di $214.939.000, a 664.870 ettolitri, per un valore di $192.152.000.

Sempre secondo i dati rilasciati dall’Italian Wine & Food Institute, le importazioni dalla Francia, secondo paese esportatore in termini di valore e quarto in quantità, hanno fatto registrare un aumento sia in quantità che in valore, rispettivamente dello 0,9% e del 7,3%, passando da 598.820 ettolitri, per un valore di $520.486.000, a 604.130 ettolitri, per un valore di $558.319.000.

Sempre negli stessi primi otto mesi dell’anno corrente le importazioni dalla Spagna, sesto paese fornitore del mercato statunitense, sono ammontate a 325.350 ettolitri, per un valore di $143.533.000, contro i 432.970 ettolitri, per un valore di $138.126.000, del corrispondente periodo l’anno precedente, facendo registrare una contrazione del 24,9% in quantità ed un aumento del 3,9% in valore.

DATI TABELLA GENNAIO AGOSTO

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