Gennaio – Marzo 2015

IL VINO ITALIANO MIGLIORA LE POSIZIONI
IN UN MERCATO IN FORTE CONTRAZIONE

New York, 6 maggio. – – Dopo un avvio un po’ incerto il vino italiano ha dato segni di ripresa ed ha chiuso il primo trimestre dell’anno con un aumento, nel volume delle esportazioni verso il mercato statunitense, dell’1,3%.

Percentuale che il presidente dell’Italian Wine & Food Institute, Lucio Caputo giudica estremamente positiva considerato che le importazioni totali sono diminuite del 9,5%; e che l’Argentina ha perso il 26,1%; l’Australia il 20,7%; il Cile il 15,5% e la Spagna l’1,4%.

A determinare queste drastiche riduzioni hanno contribuito in maniera determinante le notevolissime contrazioni delle esportazioni di vini sfusi da parte di Australia (-42,8%), Argentina (-42,4%) e Cile (-26,1 %) che secondo Caputo denotano una riduzione nelle vendite americane di quei vini che utilizzano i vini sfusi importati.   

Alla disfatta dei principali paesi concorrenti dell’Italia si è sottratta solo la Francia che, sempre nel primo trimestre dell’anno in corso, ha registrato un aumento in controtendenza del 6,9% nel volume delle sue esportazioni verso gli USA.

Più complessa, secondo il presidente dell’Italian Wine & Food Institute, la situazione per quanto riguarda le esportazioni in valore. Per la prima volta, nell’ultimo periodo, si è registrata una generalizzata contrazione che, per quanto riguarda i paesi europei, è conseguente al variato rapporto di cambio Euro-Dollaro, di cui si è principalmente avvantaggiata la Francia. Riduzione in valore, che essendo conseguente alla variazione del rapporto di cambio, non produce negative conseguenze per le case esportatrici. Per quanto concerne i paesi extra europei, la riduzione è invece principalmente conseguente alla notevole contrazione registratasi nel volume delle loro esportazioni verso gli USA.

Complessivamente, secondo la nota diramata oggi dell’IWFI, l’Italia è passata dagli 568.710 ettolitri, per un valore di $ 316.229.000, del primo trimestre del 2014, ai 575.970 ettolitri, per un valore di $ 296.224.000, del primo trimestre dell’anno in corso.

La quota di mercato dei vini importati dall’Italia è risultata pari al 27,7% in quantità e al 33,5% in valore, mentre quella dell’Australia è risultata rispettivamente del 19,2% in quantità e del 11,1% in valore`

In dettaglio, le importazioni statunitensi, nel primo trimestre dell’anno in corso, sono ammontate a 2.080.760 ettolitri per un valore di $ 883.043.000 contro i 2.299.040, ettolitri per un valore di $ 913.568.000 del corrispondente trimestre dell’anno precedente con una riduzione del 9,5% in quantità e del 3,3% in valore.

Le importazioni dall’Australia, secondo paese fornitore del mercato USA, dopo l’Italia sono risultate pari a 398.490 ettolitri, per un valore di $ 97.847.000 contro 502.430 ettolitri, per un valore di $ 114.103.000, del corrispondente periodo dell’anno scorso.

Le importazioni dal Cile, terzo paese fornitore del mercato USA, sono passate da 363.820 ettolitri, per un valore di $ 63.044.000, del primo trimestre del 2014, a 307.550 ettolitri, per un valore di $ 59.985.000, del primo trimestre dell’anno in corso.

Le importazioni dall’Argentina, quarto paese fornitore del mercato USA, sono passate da 349.810 ettolitri, per un valore di $ 77.259.000, del primo trimestre del 2014, a 258.510 ettolitri, per un valore di $ 67.186.000, del primo trimestre dell’anno in corso.

Le importazioni dalla Francia, quinto paese fornitore del mercato USA in volume e secondo in valore, sono passate da 180.290 ettolitri, per un valore di $ 176.492.000, del primo trimestre del 2014, a 192.720 ettolitri, per un valore di $ 171.578.000, del primo trimestre dell’anno in corso.

Da notare che la Francia esporta circa un terzo dell’Italia in volume e poco più della metà in valore.

Molto positivo infine, sempre secondo la nota dell’IWFI, l’andamento delle esportazioni di spumanti che vedono l’Italia registrare un aumento del 36,2%% in quantità e del 16,6% in valore. La quota di mercato degli spumanti importati dall’Italia è risultata pari al 59,4% in quantità e al 31,8% in valore.

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